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1972 - 2007
35 anni d'arte
Il Sancarluccio è una sala storica nel panorama teatrale napoletano e italiano. Nato nel 1972 come sede dei Cabarinieri popolare gruppo di cabaret dell'epoca, e ricavato da uno spazio espositivo di mobili antichi al pianoterra del primo palazzo liberty di Napoli, il teatro sorge nel quartiere di Chiaia, a ridosso di Via dei Mille, il cuore del centro storico ottocentesco della città. E' sede stabile della Compagnia del Sancarluccio, che dal 1978 produce e promuove il Teatro in Musica di Pina Cipriani e Franco Nico, artisti e fondatori dello spazio, e che ha dato inoltre impulso e supportato autori e attori napoletani e non nei loro progetti di messinscena, tra i quali il suo primo eccellente scritturato Roberto Benigni. Nel corso degli anni Settanta il Sancarluccio fu tra i primi teatri "off" di Napoli e ben presto si connotò come una fondamentale fucina di giovani talenti, da Leopoldo Mastelloni ed i suoi corrosivi personaggi en travestie a Massimo Troisi, che qui debuttava nella Smorfia con Lello Arena ed Enzo De Caro. A questa attività si affiancò l'ospitalità di compagnie, registi e attori napoletani emergenti o di tradizione, da Mico Galdieri, Gennaro Palumbo e Linda Moretti a Nello Mascia, da Ida Di Benedetto a Tato Russo, assolvendo così anche alla funzione di spazio di repertorio e di sperimentazione per la generazione teatrale napoletana di quel decennio. Negli anni Ottanta il Sancarluccio divenne laboratorio della nuova drammaturgia napoletana, ospitando Annibale Ruccello, che qui presentò la prima edizione di "Le cinque rose di Jennifer" in veste di autore e attore, insieme a Francesco Silvestri, e producendo il teatro di Enzo Moscato, che ha presentato al Sancarluccio in qualità di autore, attore e regista gli assoli "Scannasurice", "Occhi gettati", e gli spettacoli "Trianon", "Festa al Celeste e Nubile Santuario" con Tata Barbalato e Gino Curcione, e "Tiempe Sciupate" con Pina Cipriani. Altri artisti da ricordare sono Mario Martone e Tony Servillo con la loro sperimentazione in erba, Antonio Neiwiller e Renato Carpentieri, capostipiti dell'avanguardia napoletana, Silvio Orlando e Tonino Taiuti, Peppe Lanzetta con le sue graffianti performances, Vincenzo Salemme, Marina Confalone, Lucia Poli, Laura Morante, Luigi Lo Cascio - e tanti altri nomi bisognerebbe aggiungere, altrettanto significativi nell'aver tessuto una lunga storia artistica e una forte presenza teatrale sul territorio. Negli anni Novanta, con l'ideazione di "UnderTeatro - Rassegna per un Teatro di Creazione e Formazione", dedicata alle giovani compagnie di teatro italiano non inserite in circuiti ufficiali, il Sancarluccio si riconferma come luogo di sperimentazione e proposta di nuovi ed originali percorsi teatrali, perseguendo scelte di qualità artistica e di contenuto, e realizzando programmazioni alternative alle generali tendenze di commercializzazione e aziendalizzazione del teatro italiano. Dal Duemila inaugura Convivio Armonico, la stagione di musica a cura dell'Associazione Area Arte, ed oggi con attività laboratoriali, cineforum, progetti di formazione professionale di respiro europeo e collaborazioni internazionali di prestigio, il Sancarluccio continua la sua azione culturale, con un ascolto attento e sensibile dei nuovi impulsi e degli sviluppi del teatro contemporaneo.
Hanno detto del Sancarluccio: Il fatto che abbia resistito tanti anni è dovuto proprio a questa politica, quella cioè di proporre gente un po’ più avanti rispetto ai tempi e che alla fine ha dato fiato a quest’area. Al Sancarluccio non si va per fare soldi ma per dire certe cose. Massimo Troisi
Il Sancarluccio è un felice
luogo di incontri. Questa disponibilità deriva dall’amore con cui Pina e
Franco conducono il loro teatro, un valore non solo umano, ma appunto
teatrale. Il loro teatro è una “casa”, un po’ come sono case alcuni teatri
in Francia dove è ancora possibile costruire un rapporto reale e
affettuoso tra attore e spettatore. Lunga vita a questo bel teatro.
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